Ultima rilevazione: 2009-01-06 08.00.00 (UTC/GMT: +5.45) -- Temperatura esterna: -34 °C -- Umidità: n.d. -- Vento direzione: n.d. -- Vento intensità: n.d. -- Pressione: 364.4 hPa -- Radiazione solare globale: 24.7 W/m2 -- Radiazione UVA: 3.8 W/m2

 

Verza: gli aspetti scientifici della spedizione

immagine

Una stazione metereologica a Colle Sud, a 8000 metri di quota, la più elevata del mondo. E poi un sensore, una specie di "termometro" proprio in cima all'Everest, per misurare che temperatura ha la terra nel suo punto più alto. Abbiamo chiesto a Gian Pietro Verza, il responsabile tecnico-scientifico del Comitato Ev-K2-Cnr, i dettagli di quella che si prospetta come una missione senza precedenti sulle pendici della montagna più alta della Terra.

 

Gian Pietro Verza, cosa andrete a fare lassù con la vostra missione?
"Dovremo montare una stazione metereologica a Colle Sud (circa 8000 m quota) e poi un sensore di temperatura in cima all'Everest.
      
Iniziamo dalla prima. Che tipo di stazione è quella di Colle Sud?
"E' una stazione metereologica completa, che registrerà le temperature, le umidità, le pressioni, la radiazione visibile e la radiazione ultravioletta, oltre che i parametri del vento. Tutti questi dati saranno raccolti e trasmessi dalla stazione, che è abbastanza simile alle nostre standard che abbiamo in diverse parti del mondo".
     
E' simile a quella installata sul Monte Bianco?
"Sì abbastanza, ma quella del Monte Bianco in aggiunta effettua una complessa valutazione del bilancio energetico tra atmosfera e suolo (in questo caso il ghiacciaio) ch nella stazione di Colle Sud non è stata implementata".
          
Come funzionerà la stazione?
"E' abbastanza complessa, sarà necessario il lavoro degli alpinisti con l'aiuto di diversi Sherpa per portarla su e installarla. La stazione verrà alimentata da una rete di piccoli sistemi fotovoltaici, quindi da più pannelli e batterie, anche per garantire il funzionamento a fronte di qualsiasi condizione, di ghiacciatura per esempio".
             
Ogni quanto verranno trasmessoi i dati?
"La stazione registrerà i dati e poi li trasmetterà con frequenza oraria alla Piramide. Se per un qualsiasi motivo le condizioni climatiche non dovessero garantire la comunicazione correttamente, la stazione si riconnetterà trasmettendo in seguito i dati immagazzinati. Una volta recuperate le condizioni e l'energia necessaria per la trasmissione, tutte le informazioni verranno trasmettesse nuovamente in Piramide. Il sistema prevede un collegamento wireless di 11 km fino a un ripetitore, poi altri 5 Km fino alla Piramide".
             
Come farete a portarla fin lassù?
"Per il trasporto dei componenti della stazione metereologica verremo aiutati dagli Sherpa. Poi invece per l'installazione vera e propria ci sarà bisogno degli alpinisti e probabilmente sarà necessario che salga anche io. A me poi toccherà anche la coordinamento di tutto il lavoro anche in basso. Per impiantare l'installazione sono stati previsti dei sistemi di ancoraggio appositi, che sappiano adattarsi alle difficoltà del terreno, all'orografia particolare. Potrà capitare di tutto in questa fase della spedizione: la difficoltà sarà rendere stabile l'impianto".
                  
Quale sarà quindi il tuo ruolo?
"Io mi occuperò di tutta la parte tecnico-scientifica della spedizione, coordinerò i lavori per l'installazione di questa apparecchiatura. Anzi, sto svolgendo questo compito già da quasi un anno ormai, con una continua collaborazione con il produttore della stazione e il fornitore dei ponti radio, con prove in ambiente e in sale climatiche, e il comportamento della rete di comunicazione. Questa si configura come “intelligente” perchè in grado di bypassare un punto che dovesse interrompere il flusso del segnale, in grado di sincronizzare automaticamente gli “slot” di connessione, e in grado di recuperare “pacchetti (pezzi)” di dati che possono andar persi nel trasferimento”.
              
Chi ha prodotto i macchinari?
"La stazione di Colle Sud è di produzione italiana, è stata creata dall'azienda Lastem, che è partner del Comitato Ev-K2-Cnr in questa attività. Abbiamo già fatto diverse prove, non ultima quella nella camera ipobarica di Pratica di Mare presso l'Aeronautica Militare. Qui per una settimana abbiamo stressato queste macchine a quote vicine ai 10mila metri, a temperature fino a meno 50 gradi. Adesso stiamo facendo alcune altre messe a punto finali sulla parte di comunicazione e stiamo facendo delle ottimizzazioni sulle componenti per i problemi di peso e agilità di trasporto".
                  
Gli Sherpa saliranno anche in cima all'Everest?
"Chiederemo a loro di salire anche in vetta per dare una mano agli alpinisti a fare il lavoro di installazione del sensore termico della cima. Speriamo di avere buone condizioni climatiche e che tutti stiano bene".
                   
Quanto ci vorrà a montare la stazione?
"Per quella a Colle Sud non è detto che si riesca a fare in un giorno. Questo potrebbe essere un ostacolo perchè la permanenza qui non è semplice, siamo comunque a 8mila metri di quota. Si cercherà di montarla in un giorno, se non ci si riesce bisognerà ricorrere alla giornata successiva, o in caso di condizioni climatiche avverse, a un' altra salita. Se dovessimo avere una buona giornata dovremmo farcela a fare tutto in una volta, a montarla ed attivarla. Se invece non dovessimo trovare le condizioni ideali, o se ci fosse vento, potrebbe essere più difficoltoso: o monteremo un pezzo un giorno e un altro il giorno dopo, oppure ci toccherà rimandare tutto il lavoro".
           
Veniamo ora alla seconda parte della missione. Cosa farete?
"Si tratta di mettere un sensore di temperatura, e solo di temperatura, in cima all'Everest. Questo sensore è un gioiello tecnologico perchè è estremamente miniaturizzato, è alimentato in maniera autonoma da un pannellino solare che fa una trasmissione del dato verso la rete dei computer della Piramide. I dati registrati arrivano in Piramide tramite un ponte radio. Noi infatti dalla Piramide non vediamo l'Everest: questi sono segnali viaggiano in rettilineo e attraverso il ponte radio arrivano al laboratorio".
              
Qual è la finalità di un misuratore di temperatura in cima all’Everest?
"La funzione principale è quella di farci conoscere la temperatura sulla cima dell'Everest. Qualsiasi aeromobile che voli a 9000 metri è in grado di misurare la temperatura degli strati d’aria che attraversa, ma non si hanno informazioni su quello che succede sulle parti più alte della crosta terrestre, in particolare nel suo punto più elevato. Da alpinisti abbiamo l’esperienza di temperature bassissime ma anche talvolta sopra lo zero, e comunque di impressionanti sbalzi termici..."
        
Quanto è grande il sensore?
"E' grande all'incirca come quattro pacchetti di sigarette messi insieme, quindi è molto piccolo e leggero. Realizzarlo in questo modo è stato necessario per il semplice fatto che andare in cima all'Everest non è un'impresa semplice, anche per i motivi climatici. Poi naturalmente non si tratta solo di portarlo su, ma anche di fissarlo, ancorarlo al terreno in maniera che non voli via".
         
Quali sono le difficoltà dell'impresa?
"E' un progetto che ha diverse criticità. Ad esempio il sensore potrebbe raffreddarsi moltissimo, e noi lo faremo funzionare ai suoi limiti climatici. Abbiamo l'esigenza di proteggerlo, per cuiverrà creato un contenitore che lo conservi, lo protegga per farlo funzionare al meglio nelle nelle condizioni più difficili in cima all'Everest. Normalmente il segnale ci dovrà pervenire tramite un ponte radio, ma se necessario potremo anche cercare di riceverlo direttamente dallo sperone sopra la Piramide. E’ una grande sfida organizzativa, logistica e tecnica, che si aggiunge all’impegno già gravoso della stazione di colle Sud".
                  
L'istallazione è complicata?
"No, in sè l'istallazione non è un'operazione particolarmente complessa. Basta poggiarlo, fissarlo su un supporto, dopo di che lui parte nella trasmissione automatica. Naturalmente il supporto deve garantire stabilità nel tempo e rapidità di realizzazione. La difficoltà, oltre all'andare in cima all'Everest, sta nel trovare il posto adatto, che non dia fastidio, non sia vicino al passaggio e non attragga la curiosità di qualcuno".
             
Quanto tempo serve per l’installazione?
"In realtà non lo sappiamo di preciso. In base alle difficoltà bisognerà poi vedere la soluzione che verrà poi decisa dagli alpinisti in cima. Potrebbe richiede un po' di tempo, speriamo di averne, anche in senso meteorologico".
                  
Quindi che differenza c'è tra l'installazione di Colle Sud e quella in cima all'Everest?
"La prima è proprio una stazione metereologica, in un posto estremo dove la maggior parte degli alpinisti dorme con l’ossigeno, la seconda invece è un sensore, perso nel cielo a 9000 metri quasi di quota. Potremmo dire come una sorta di termometro.  E' di certo una sfida quest'ultimo: che funzioni, che resista ai venti, che rimanga fermo e vada tutto bene è davvero una sfida".
              
Tu salirai in cima?
"No, io ci sono già stato nel '92, ho un bel ricordo di una mezzora in due con Abele Blanc e l’altra mezzora da solo, incontemplazione, ma non ho intenzione di tornare sull'Everest adesso, avrò molto da fare. E' probabile invece che debba andare a Colle Sud per il lavoro dell'altra stazione, avrò bisogno di tutta la mia esperienza e capacità di resistere in buone condizioni in quota per portare al termine al meglio il nostro lavoro". 

        
                  
          

                   Valentina d'Angella