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Enzio, Everest un sogno ad occhi aperti

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E' praticamente nato sulle montagne del Monte Rosa, Guida Alpina esperta e grandi doti da alpinista: Michele Enzio sull'Everest non è mai stato, ma lettelmente, alla sola idea di salire, non sta più nella pelle. "Non vedo l'ora di andare. E' come arrivare alla vigilia di Natale, avere tutti i regali sotto l'albero e non poterli ancora aprire. Non aspetto altro che la partenza". Parole che non nascondono una grande emozione.
 

Quando è iniziata la tua carriera alpinistica?
"La mia carriera alpinistica è iniziata quando ero adolescente, dopo i 14 anni quando ho potuto avvicinarmi alle montagne più alte. Io abito ad Alagna e ho subito il Monte Rosa dietro le spalle. Diciamo che per le mie caratteristiche fisiche e per il fatto di avere un papà guida alpina, ho dovuto aspettare di avere 14 anni. Mio papà infatti, ci ha sempre vietato di andare in montagna prima di quell'età, perchè il fisico prima non è ancora pronto e formato per questa attività".
         
Sei già stato su un 8000?

"Ci sono stato nel 2006 assieme al Gnaro e al Marco che sono i miei due amici. Siamo stati sullo Shisha Pangma, ed è stata veramente una bella avventura".
  
Quindi sull'Everest è la prima volta per te?
"Sì, è la prima volta".
   
Quale sarà lo stile della salita?
"Salirò come gli altri in stile alpino. Mi affido alle esperienze di Gnaro: pure essendo anche io guida alpina, seguirò le sue decisioni perchè è il più esperto di tutti.
             
Cosa ti aspetti dalla scalata di questa montagna?
"Che sarà lunga!" Scherza Enzio.
        
Come ti stai preparando alla salita?
"Fisicamente l'allenamento è quello di tutti i giorni: io faccio la guida alpina e il maestro di sci, quindi sono sempre in montagna. Mi capita quasi quotidianamente di salire con le pelli, di sciare e camminare in alta quota. Diciamo che non devo andare a cercare più di tanto un allenamento specifico. Quando ho tempo libero però sicuramente continuo ad allenarmi".
             
E invece dal punto di vista emotivo, come vivi l'attesa che precede un'impresa così difficile e importante?
"Non vedo l'ora di andare. E' come arrivare alla vigilia di Natale, avere tutti i regali sotto l'albero e non poterli ancora aprire. Non aspetto altro che la partenza".
    
Quali pensi saranno le maggiori difficoltà che potresti incontrare?
"Per la mia esperienza precedente penso saranno sicuramente il freddo e la quota. Sono le due cose che mi danno più da pensare. Del resto sono le difficoltà più temute da tutti, e giustamente, perchè sono reali in quel posto".
          
Quale sarà il tuo compito nella spedizione?
"Farò un po' di tutto. Quando ero un po' più "boccia" (ragazzino) ho lavorato alla Capanna Margherita come tecnico, e tuttora seguo la manutenzione dei rifugi di alta quota. Quindi a trafficare con trapani e strumenti vari ad altezze elevate ci so fare abbastanza bene".
              
Anche per te come per Silvio Mondinelli e Marco Confortola è la prima volta che hai a che fare con una spedizione scientifica?
"Sì, infatti sono molto curioso di vedere cosa succede".
                   
Con Mondinelli e Confortola hai già fatto squadra.
"Sì e sono contento di tornare in spedizione con loro, perchè ci vado molto d'accordo, siamo sempre molto affiatati l'uno con l'altro. Funzioniamo bene insieme, non litighiamo mai".
         
Hai altre spedizioni in programma per l'estate?
"Quando tornerò in realtà dovrò lavorare. Devo tornare a fare il mio lavoro, cioè la guida alpina. Poi se salterà fuori qualche altra occasione, come questa che ho preso al volo, le accetterò volentieri".
       
Quindi altri ottomila potrebbero essere nei tuoi progetti?
"Vedremo. Si vive di giorno in giorno, è inutile mettere troppi programmi sul fuoco. Però sì, se ci sarà un'altra occasione sarò contento di sfruttarla". 

 
           
       

                   Valentina d'Angella