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Confortola: ritorno all'Everest

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Negli utlimi anni ha messo a segno 5 ottomila, ma il suo sogno è quello di farli tutti, seguendo le orme del suo amico "Gnaro". Sull'Everest era già salito nel 2004, ma adesso ci ritorna con una gran voglia di arrivare in cima senza ossigeno e di portare a termine la sua missione. Marco Confortola, alpinista della Valtellina, parte pieno di entusiasmo, e dei suoi compagni dice: "come team funzioniamo alla grande".
 

Tu sei già stato sull'Everest. Quando?
"Ci sono stato con la spedizione Everest-K2 nel maggio del 2004, eravamo saliti da nord. Era stata un'esperienza bellissima perchè era stato il mio primo 8mila. Tutte le volte che andavo sopra i 4800 metri, perchè allora i 4800 metri del Monte Bianco erano per me la cima più alta che avevo scalato, per me era record. Per cui record al Campo 1, record a Campo 2, su su fino alla vetta dell'Everest".
     
Com'è ritornarci?
"Bellissimo perchè torno con un'esperienza più grande, perchè nel frattempo ho fatto 5 ottomila. Per cui torno su un ottomila, anzi sulla montagna più alta del mondo con un bagaglio d'esperienza sicuramente più grande di quando sono andato la prima volta. Salgo con una certa sicurezza, un po' più tranquillo...anche se rimane la montagna più alta del mondo".
    
Quella volta eri salito con l'ossigeno. Come sarà questa?
"Questa volta senza. Quella volta Agostino, che era il nostro capo spedizione, ci aveva detto che potevamo scegliere se salire con o senza ossigeno. Io all'epoca ero alle prime armi, prima esperienza in Himalaya, così ero andato con l'ossigeno. Infatti dal Campo 3, da 8050 metri fino alla cima e ritorno ho usato l'ossigeno. Poi con l'esperienza degli altri 5 ottomila, fatti tutti senza ossigeno, ho pensato: se avrò l'opportunità di tornare sull'Everest lo farò senza ossigeno. E infatti questa volta salirò senza. Poi si è creato un bellissimo rapporto d'amicizia, quasi di fratellanza tra me e il Gnaro che abbiamo fatto 8 spedizioni assieme e per me sicuramente è un onore andare con lui sull'Everest senza ossigeno".
  
Com'è salire con Mondinelli ed Enzio visto che avete già fatto squadra?
"Col Gnaro abbiamo, fatto, dicevo 8 spedizioni: Everest-K2, Shisha Pangma due volte, l'Annapurna, e poi il Cho Oyu e il Broad Peak l'anno scorso. Insieme ad Enzio poi abbiamo fatto la cima centrale, la cima "vera" dello Shisha Pangma. Lo Shisa Pangma ha due cime, una è l'anticima che è circa 8017 metri, e l'altra è la cima vera che è 8027, che però pochi toccano, perchè c'è un traverso molto pericoloso. Noi tre ci siamo saliti nel 2006: come team funzioniamo alla grande. Altre due persone con cui stiamo molto bene assieme sono Fabio Iachini, con cui siamo stati sull'Annapurna e al Broad Peak, e Cristian Gobbi con cui eravamo sullo Shisha Pangma. Noi 5 siamo il team al completo. Comunque sicuramente col Gnaro e Michelino l'Everest sarà un'esperienza bellissima".
        
Come ti stai preparando alla scalata?
"Io non sono proprio uno di quelli che si allena tanto, non perchè non abbia voglia di allenarmi, ma perchè devo lavorare tanto. Io faccio il maestro di sci la mattina, poi il pomeriggio lavoro in un negozio di articoli sportivi, poi lavoro nel soccorso, come guida. Insomma, ho tante cose da fare per riuscire a 'galleggiare', perchè noi alpinisti siam figli di nessuno. Le fatiche che facciamo non ci vengono molto riconosciute. Certo nessuno ci ha ordinato di fare gli ottomila, però a livello mondiale diamo un qualcosa in più all'Italia. Anche se ci chiamano 'pesta neve' noi andiamo sugli ottomila metri senza ossigeno: siamo delle persone particolari, ma non siamo riconosciuti e allora si fa necessario fare anche altro".
            
Che montagna è l'Everest?
"L'Everest è la montagna più alta del mondo, è la 'dea madre'. So che è una cosa un po' particolare, e forse strana da comprendere, però molti alpinisti parlano con le montagne. Io l'altra volta che sono stato all'Everest, nel 2004, ho parlato con la montagna. Lei è la 'dea madre', 'la mamma delle montagne', è 'donna'. Le ho detto: 'io mi faccio tatuare una preghiera tibetana per te, e tu Everest mi fai andare in cima. Per questo per me questa montagna è una cosa importante. Infatti, ho un tatuaggio eterno sul mio corpo per l'Everest. Per me ha voluto dire tanto, è stato il primo ottomila che ha innescato poi tutte le altre salite e gli altri ottomila".
                 
Quale sarà il tuo ruolo nella spedizione?
"Noi siamo lì come alpinisti e lavoratori. Dobbiamo portare questa stazione che è una cosa molto importante. Se riusciamo a fare quello che dobbiamo fare, sarà la prima stazione più alta del mondo. A livello scientifico sarà molto importante per capire come si sta muovendo il tempo, il mondo in generale sulle precipitazioni, il riscaldamento, ecc. E' un ruolo molto importante, partiamo sicuramente con uno spirito diverso, perchè è una coSsa grande quella che andiamo a fare. Dovremo riuscire a montare questo strumento in cima all'Everest.
                             
Per l'estate hai in programma il K2, è esatto?
"Sì, dovevo già farlo nel 2004, ma per quei fatti che forse tutta l'Italia conosce quella volta non eravamo riusciti a farlo. Era mancata una tenda, e quella volta 8 alpinisti della spedizione Everest-K2, guidata sempre da Agostino Da Polenza, avevano dovuto rinunciare alla cima. Era mancato del materiale, poi erano sorti altri problemi, e insomma avevo dovuto rinunciare. Quindi ora torno sul K2. Torno perchè, visto che parlo con le montagne, l'anno scorso ero sul Broad Peak e guardandolo lì di fronte, gli ho detto: 'guarda che io l'anno prossimo mi ripresento, fammi andare in cima'. Se tutto va bene torno dall'Everest il 10 di giugno e il 20 ho già l'aereo per partire per il Pakistan".
                        
Un'estate impegnativa, importante dunque...
"Sì, penso che è in questi momenti che bisogna darsi da fare. Ho l'età giusta, la mentalità, non ho legami sentimentali forti, non si ha famiglia, niente figli, per cui ci si può dedicare interamente all'Himalaya. Poi si vedrà, per ora cercherò di portarne a casa un altro ottomila, però la strada è ancora lunga perchè sono 14. Gnaro li ha finiti, io sono solo a quota 5 per cui ne mancano ancora 9 se la matematica non è un'opinione".
 
 
 
                           
                 

            Valentina d'Angella