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Mondinelli, sfido l'Everest per la scienza

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BERGAMO -- "Anche se ho fatto 14 ottomila non mi sento superiore a nessuno, sono una persona semplice. Farò il mio lavoro e cercherò di farlo al meglio possibile." C'è tanta voglia di raggiungere l'obbiettivo e al contempo una grande umiltà nelle parole di Silvio Mondinelli rilasciate nell'intervista precedentemente alla partenza per l'Everest. L'alpinista di Alagna si è detto determinato a toccare la vetta, a cui rinuncerebbe solo per amore dei suoi compagni.
 

Dopo 14 8000 torni in campo.
"A dire la verità non ero mai uscito dal campo".
    
Quindi non hai nessuna intenzione di mollare?
"Finchè avrò voglia di allenarmi continuerò, poi quando non mi andrà più smetterò".
   
Tu sull'Everest sei già stato. Quando?
"Per sbaglio nel 2001. No scherzo, ci sono stato e senza ossigeno, e mi piacerebbe ritornare ancora senza ossigeno".
  
Cosa si prova a tornare lassù?
"E' tutto inverno che mi alleno. Abbiamo un progetto stranissimo. Io lo chiamo stranissimo perchè oltre a fare dell'alpinismo andremo anche a lavorare per piantare la stazione metereologica ed è una bella sfida anche questa. Io volevo anche provare a fare la traversata da sud a nord, per scendere dalla parte tibetana, però i cinesi hanno chiuso la via, quindi vedremo".
 
Cosa cambia ora che la Cina ha chiuso il passaggio?
"Cambia che se arrivo in cima la festa la feremo al Campo Base del Nepal invece di farla in quello del Tibet". Scherza ancora Silvio Mondinelli. "Cambia perchè io mi ero prefisso un obiettivo, questo ha stravolto tutto, però cercherò comunque di portare a termine il mio nuovo impegno con lo stesso entusiasmo che avevo prima".
 
Pensi che potrebbero esserci provvedimenti analoghi anche in Nepal?
"Spero di no, però il Nepal è un povero paese e i cinesi, magari con minacce o ricatti, potrebbero far chiudere anche a loro. Speriamo di no".
 
Come ti stai preparando alla salita?
"Ma io mangio e bevo e dormo. Mi alleno quasi tutti i giorni, faccio quasi mille metri di dislivello al giorno, faccio tanta ginnastica, corro, vado a sciare. Poi sono fortunato, lavorando in montagna sulle piste da sci cerco di allenarmi al meglio possibile".
 
Che montagna è l'Everest?
"L'Everest è una montagna particolare. E' una montagna di 8mila metri con su un'altra montagna di quasi 900 metri. E' quasi un 9mila metri ecco. Detto questo però, è una montagna come tutte le altre, solo che è la più alta del mondo. Ha il suo fascino, le sue emozioni, forse l'unica cosa che c'è di brutto è che il Campo Base è troppo affollato. Certe volte però è bello anche questo: può essere emozionante andare dove non c'è nessuno, ma altre volte fa piacere anche stare dove c'è un po' di gente".
 
Quali sono le maggiori difficoltà che potreste trovare?
"Le difficoltà saranno il vento e il freddo, non credo la neve alta perchè ci sono tantissime persone, parlano di circa 60 spedizioni. Questo fa perdere un po' il fascino, però ogni tanto non è male trovare la strada già fatta".
 
Quale sarà il tuo ruolo nella spedizione?
"Il mio ruolo ha sempre un profilo basso. Anche se ho fatto 14 ottomila non mi sento superiore a nessuno, sono una persona semplice. Farò il mio lavoro e cercherò di farlo al meglio possibile. La cosa bella è che siamo tre alpinisti, tra cui Marco Confortola, che ha già fatto 5 ottomila con me, e Michelino. Io lo chiamo Michelino, ma si chiama Michele Enzio: quando gli ho detto che l'avrei portato all'Everest era tutto emozionato, sarebbe una bella cosa andare in cima assieme. Se fossi costretto a scegliere rinuncerei io alla cima per mandare in vetta lui. Cercherò di aiutarlo in tutti i modi per farlo arrivare in cima senza ossigeno".
 
Hai già scalato con Marco Confrotola e Michele Enzio? Quando?
"Sì avevavo già scalato insieme lo Shisha Pangma. Eravamo arrivati tutti e tre in cima insieme a un altro compagno, Cristian Gobbi".
 
Che squadra siete insieme?
"Siamo degli alpinisti modesti con l'ambizione di arrivare in cima alla montagna. Saremo un bel gruppo anche perchè con noi c'è Agostino Da Polenza, con cui io sono già stato in spedizione al K2 e al Lhotse nel '94. Nella Valle del Khumbu mi conoscono tutti, anche perchè insieme agli altri abbiamo costruito una scuola a Namche e sarà una bella festa se riusciremo a fare l'ottomila, altrimenti la faremo lo stesso".
 
Come sarà andare in spedizione con Agostino Da Polenza?
"Come tutte le persone, Agostino ha i suoi lati buoni e i suoi lati cattivi, ha i suoi momenti difficili e i suoi momenti buoni. Con lui si può parlare e ragionare assieme e questa è una cosa molto bella e interessante".
 
Ti è già capitato di montare delle stazioni o istallazioni scientifiche?
"No è la prima volta. Anche questo mi dà grandi emozioni perchè lavorare a queste quote è abbastanza difficile. Eravamo stati nel '94 all'Everest però io non ero andato in cima. I miei compagni fortunatamente avevano portato a termine il progetto che veniva sempre dalla parte di Agostino. Cercheremo di comportarci bene e dare il massimo anche questa volta". 

 
               

           Valentina d'Angella